
Il 19 marzo 2010 è stata istituita in Campania la giornata dedicata a tutte le vittime innocenti delle mafie, in particolare a don Giuseppe Diana: un sacerdote di Casal di Principe, in provincia di Caserta, ucciso dalla Camorra il 19 marzo 1994 poiché aveva affrontato apertamente i camorristi durante le sue messe.
In memoria di tutte le giovani vittime delle mafie è stato dunque organizzato dal comune di Aversa (CE) e da numerose associazioni contro la Camorra, un concerto in piazza Ruberti.
Nome della manifestazione: “per amore del mio popolo” citando un famosissimo scritto che don Giuseppe Diana scrisse contro le associazioni a delinquere e che venne letto in tutte le chiese di Casal di Principe.
Al concerto, presentato da Giovanni Garatina e Yuri Monaco, hanno preso parte numerosi artisti, tra i quali gli Effetto Venturi Kalifoo Ground un gruppo Rap composto da ragazzi africani che hanno dedicato le loro canzoni a tutte le persone uccise dalla camorra solo perché erano di colore.
Nonostante la scarsa partecipazione del pubblico e alcuni problemi tecnici lo spettacolo è andato avanti con successo grazie ai momenti di prosa con letture effettuate da Giovanni Garatina delle lettere di don Giuseppe Diana e grazie alla musica che non è stata stoppata un attimo.
La serata è stata aperta con enfasi grazie ai Via Perruni che hanno acceso l’atmosfera con la loro musica di carattere accompagnata da strumenti caratteristici quali le nacchere e il tamburello.
Hanno partecipato inoltre:
- I Comunicattivi
- Katres
- I Brigata Vesuviana
- Giuseppe Aversano e Rosario Ascione
Al termine della serata si sono esibiti con grande coinvolgimento del pubblico i Iunt Smokerz Gang.
Al concerto è stato presente anche il numeroso gruppo Scout aversano che ha animato la serata fino al momento della partenza.
Quella del 19 marzo non è stata una serata dedita esclusivamente alla musica: numerosi volontari sono saliti sul palco in un momento molto toccante leggendo i nomi delle vittime della Camorra.
Sconvolgente vedere che la maggior parte delle vittime erano ragazzi, bambini e addirittura anziani.
È stata anche letta la lettera inviata dal Cardinale Sepe ai parenti di don Giuseppe Diana, contenente un appello a tutti i giovani di rifiutare la Camorra e soprattutto di ricordare le parole di don Giuseppe Diana: “nulla dev’essere taciuto”.
Ludovica D’Antonio